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Come calcolare il voto di laurea


News Il fatidico giorno è arrivato..siete sulla porta dell'aula ad attendere il vostro turno ma vi sorge un dubbio, con quale voto sono arrivato alla laurea?
E quanti punti posso ottenere con la tesi?

Semplice, premesso che non tutte le università utilizzano lo stesso metodo, si può utilizzare quello più comune, il voto medio ponderato. La prima cosa da fare è quella di calcolare il voto medio, moltiplicando tutti i voti d'esame per il numero dei crediti (CFU) associati alla materia, con la seguente formula:

VOTO MEDIO PONDERATO = (Voto esame 1 x CFU relativi alla materia 1) + (Voto esame 2 x CFU relativi alla materia 2) + ( ecc) / Numero dei crediti complessivi.

Attenzione nel calcolo del voto di laurea non abbiamo considerato i possibili bonus derivanti da tirocini curriculari e/o extra curriculari, oppure quelli legati alla tesi (che normalmente valgono un max di 5 punti per le lauree triennali e 10 per le magistrali (questi criteri variano tra le università).

Se invece siete alla ricerca di un metodo più veloce QUI trovate la nostra pagina per il calcolo automatico.

La Classifica del Censis sulle università italiane


News

Strutture, internazionalizzazione e comunicazione 2.0. Questi i parametri utilizzati dal Censis per il nuovo ranking degli atenei italiani, stilato ogni anno con lo scopo di orientare gli studenti nella scelta del corso di studi. La classifica, oltre a dividere le università tra statali e non, le raggruppa in categorie omogenee per dimensione, prendendo in considerazione il numero di iscritti annui e la qualità dei servizi offerti.
Tra le università con oltre 40.000 iscritti mantiene la prima posizione l'ateneo di Bologna. Segue Firenze che guadagna una posizione rispetto all'anno precedente, grazie ai punti nella comunicazione e nei servizi digitali. Terza e quarta posizione per Padova e La Sapienza di Roma, che guadagnano rispettivamente 4 e 1 punti nel livello di internazionalizzazione. Ultima in classifica è, come lo scorso anno, l'Università di Napoli Federico II.
Leader degli atenei "grandi" resta invece Perugia. L'ateneo umbro continua infatti a guidare la classifica delle università che hanno da 20.000 a 40.000 iscritti, spingendo molto sull'internazionalizzazione. Mantiene il secondo posto l'Università di Pavia, cui si accoda l'Università di Parma. Al quarto posto una new entry, l'Università di Modena e Reggio Emilia, passata dai medi ai grandi atenei. Scende dal terzo al quinto posto l'Università della Calabria mentre ultima e penultima restano la Seconda Università di Napoli e l'Università di Chieti-Pescara. Perde due posizioni, infine, arrivando terz'ultima, Roma Tre.
Nella graduatoria dei medi atenei statali, da 10.000 a 20.000 iscritti, sebbene con una differenza minima nei punteggi, Siena batte Trento. Stabile al terzo posto è l'Università di Sassari mentre anche quest'anno quarta in graduatoria si piazza l'Università di Trieste. Chiude il ranking all'ultimo posto l'Università di Napoli Parthenope. In cima alla classifica dei piccoli atenei statali, fino a 10.000 iscritti, in testa nuovamente l'Università di Camerino, cui segue l?Università di Teramo che sale di due posizioni. Stabile al terzo posto è l'Università di Macerata. Penultima e ultima posizione sono occupate dalle università di Sannio e Molise. Infine, tra i grandi atenei non statali (10.000-20.000 iscritti) al primo gradino del podio si piazza l?Università di Trieste. Chiude il ranking all?ultimo posto l'Università di Napoli Parthenope. In cima alla classifica dei piccoli atenei statali, fino a 10.000 iscritti, in testa nuovamente l'Università di Camerino, cui segue l'Università di Teramo che sale di due posizioni. Stabile al terzo posto è l'Università di Macerata. Penultima e ultima posizione sono occupate dalle università di Sannio e Molise. Infine, tra i grandi atenei non statali (10.000-20.000 iscritti) al primo gradino del podio si piazza anche quest'anno la meneghina Bocconi, seguita dall'Università Cattolica. Tra i medi atenei non statali al primo posto c'è la Luiss.


FONTE: http://www.ilfattoquotidiano.it

Corsi di laurea a numero programmato: tutte le info per iscriversi.


News

CORSI DI STUDIO A NUMERO PROGRAMMATO A LIVELLO NAZIONALE

È stato pubblicato il 28 giugno 2017 il Decreto ministeriale n. 477 relativo al numero provvisorio di posti disponibili e alle modalità di accesso per i corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico programmati a livello nazionale per l?anno accademico 2017-18.

Medicina e Chirurgia: 209 posti disponibili ? data test 5 settembre 2017
Odontoiatria e Protesi Dentaria: 24 posti disponibili ? data test 5 settembre 2017
Medicina Veterinaria: 44 posti disponibili ? data test 6 settembre 2017
Scienze dell?Architettura: 115 posti disponibili ? data test 7 settembre 2017

E' necessario presentare domanda di iscrizione ai test esclusivamente on line attraverso il portale Universitaly (www.universitaly.it) fino al 25 luglio 2017 entro le ore 15.
Sono in corso di pubblicazione sul sito dell?Ateneo i relativi bandi di ammissione, in cui si troveranno tutte le indicazioni per perfezionare la domanda di ammissione ai test e pagare la quota di partecipazione attraverso il sito web di Ateneo www.unipr.it

Per quanto riguarda i corsi di laurea delle Professioni Sanitarie, posti provvisori disponibili:
Fisioterapia: 40 posti disponibili
Infermieristica: 236 posti disponibili
Logopedia: 14 posti disponibili
Ortottica e assistenza oftalmologica: 15 posti disponibili
Ostetricia: 18 posti disponibili
Tecniche audioprotesiche: 19 posti disponibili
Tecniche della prevenzione nell?ambiente e nei luoghi di lavoro: 18 posti disponibili
Tecniche di laboratorio biomedico: 21 posti disponibili
Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia: 15 posti disponibili

Nei prossimi giorni saranno pubblicati i bandi di ammissione ai corsi di laurea delle Professioni Sanitarie, con tutte le informazioni su date delle iscrizioni ai test, modalità di accesso e formazione delle graduatorie.
Per il corso di laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche si è in attesa del Decreto ministeriale.

CORSO DI LAUREA IN SCIENZE E TECNICHE PSICOLOGICHE (TEST A LIVELLO LOCALE)

Nel mese di maggio è stato pubblicato il bando di ammissione per il corso di laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche, interateneo con l?Università di Modena e Reggio Emilia. I posti disponibili sono 300, e il test di ammissione si terrà giovedì 20 luglio a Reggio Emilia. L?iscrizione alla prova di ammissione deve essere effettuata on line entro le ore 15.30 di lunedì 10 luglio, sul sito www.unimore.it.

CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN TRADE E CONSUMER MARKETING (TEST A LIVELLO LOCALE)

È disponibile sul sito web di Ateneo il bando di ammissione per il corso di laurea magistrale in Trade e Consumer Marketing . Il bando è relativo alla prima sessione di ammissione, che prevede 110 posti disponibili: è possibile presentare domanda esclusivamente on line sul sito web www.unipr.it/iscrizioni fino al 7 luglio 2017. Il test di ammissione si terrà giovedì 13 luglio 2017 alle ore 9.
Per la seconda sessione di ammissione sarà pubblicato un nuovo bando: il periodo per la presentazione delle domande andrà dal 1° settembre al 23 ottobre 2017, il test si svolgerà il 30 ottobre 2017.

CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN ADVANCED AUTOMOTIVE ENGINEERING (TEST A LIVELLO LOCALE)

È stato pubblicato il bando di ammissione per il corso di laurea magistrale in Advanced Automotive Engineering, corso interateneo con sede amministrativa all?Università di Modena e Reggio Emilia. Il primo turno di selezione (per studenti stranieri/internazionali che necessitano di visto d?ingresso) si è già chiuso; il secondo (per cittadini italiani, comunitari e stranieri regolarmente soggiornanti) è aperto fino al 28 luglio 2017:l?iscrizione alla prova di ammissione (fissata per lunedì 4 settembre a Modena) deve essere effettuata on line entro le ore 13 di venerdì 28 luglio, sul sito www.unimore.it. Nel complesso 120 i posti a disposizione.

CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN ADVANCED AUTOMOTIVE ELECTRONIC ENGINEERING (SELEZIONE A LIVELLO LOCALE)

È aperto il bando di ammissione per il corso di laurea magistrale in Advanced Automotive Electronic Engineering, corso interateneo con sede amministrativa all?Università di Bologna. Nel complesso 30 i posti disponibili. Il primo turno di selezione (per cittadini non comunitari residenti all?estero) si è già chiuso; il secondo (per cittadini UE ed equiparati) è aperto fino al 28 luglio 2017:l?iscrizione deve essere effettuata on line sul sito www.studenti.unibo.it. La prova di selezione consiste nella valutazione dei titoli e in un colloquio. I colloqui per la seconda selezione si terranno dal 4 al 9 settembre 2017.
Tutte le info relative ai corsi a numero programmato sono costantemente aggiornate sul sito dell?Università di Parma, cliccando sul banner "Test di ammissione ai corsi a numero programmato"

FONTE: http://www.parmatoday.it/cronaca/test-ingresso-date-come-iscriversi.html

La pagella delle università: ecco le numero uno nella classifica Censis


News

Primati confermati per Bologna tra i mega atenei, Perugia tra i grandi e Camerino tra i piccoli. Siena sorpassa Trento nei medi. La performance dei privati: eccellenza per Bocconi a Milano e Luiss a Roma.
ROMA - Le parole chiave sono "internazionalizzazione" e "servizi", per questo eccellono università come Bologna, Perugia, Siena e Camerino. È soprattutto su questi due parametri che si gioca l'eccellenza delle università italiane, così come le fotografa il Censis nelle classifiche che l'istituto di ricerche socio-economiche elabora ogni anno, uno strumento per orientare gli studenti nella complessa scelta del corso di studi. Certo, non basta conoscere quali sono le università più efficienti per intraprendere un percorso di successo, ma la bontà degli atenei si fonda appunto anche sulla capacità di seguire i propri iscritti e, nel caso, di fornire duttili aggiustamenti in corso d'opera.
Il Censis divide le università tra statali e non statali, e le raggruppa in categorie omogenee per dimensione. La classifica viene poi stilata valutando le strutture disponibili, i servizi erogati, il livello di internazionalizzazione e la capacità di comunicazione e servizi digitali. Oltre alle graduatorie degli atenei, il Censis ha poi elaborato la classifica dei corsi di classi di laurea triennali e dei corsi a ciclo unico, anche questi valutati rispetto alle possibilità di fare passi avanti nella carriera e alle opportunità di spendere il proprio titolo di studio all'estero. In tutto, il dossier del Censis (disponibile sul sito www.censis.it) ha stilato 40 classifiche, in cui spiccano ancora una volta Bologna tra le mega statali, la Bocconi di Milano tra le private, Perugia tra i grandi atenei, Siena tra i medi e Camerino tra i piccoli.


Fonte: www.Repubblica.it

Maturità 2017


News La prima prova della Maturità 2017, quella di italiano, è andata per 500 mila ragazzi delle scuole superiori. Tra le tracce con cui i ragazzi si sono dovuti confrontare, la poesia di Giorgio Caproni per l'analisi del testo; i decenni 50 e 60 per il tema storico; nuove tecnologie e lavoro, robotica e futuro, per il tema scientifico; la natura tra minaccia e idillio in arte e letteratura per il saggio breve artistico e letterario. E per il saggio storico politico, spazio a disastri e ricostruzione, tematiche che hanno purtroppo toccato da vicino il nostro Paese negli ultimi anni. Maturità, Di Paolo: " La poesia di Caproni è un testo trasparente" "Le tracce proposte stamattina alle studentesse e agli studenti avevano come filo conduttore il rapporto fra persona e natura, l'equilibrio dinamico tra azioni umane e fenomeni naturali come chiave per affrontare il progresso, inteso come progresso scientifico e tecnologico, ma anche morale e civile. Sono tracce molto attuali, in linea con le sfide che la società contemporanea pone a cittadine e cittadini sul piano dello sviluppo, del benessere da costruire, dell'innovazione, della relazione con l'ambiente e la comunità in cui viviamo, della sostenibilità, nell'ottica dell'attuazione dell'Agenda 2030 dell'Onu", si legge in una nota della ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli. Tracce che smentiscono le previsioni della vigilia, focalizzate soprattutto sugli anniversari di quest'anno: il 150mo dalla nascita di Luigi Pirandello, i 25 anni dalla strage di Capaci, il 60mo anniversario della stipula dei Trattati di Roma. O ancora i 50 anni dalla morte di Don Milani. Per i temi di attualità, le previsioni spaziavano dal testamento biologico alla Brexit e ai migranti. Tra gli argomenti più gettonati c'era anche il terremoto, effettivamente inserito poi nella prova d'esame. Maturità, Rumiz: " In Italia abbiamo perso la memoria dei disastri" È un anno record per gli ammessi all'esame di Stato: il 96,3% dei 505.686 candidati iscritti all'esame (489.168 interni e 16.518 esterni). Mai, da dieci anni a questa parte, la quota di non ammessi agli esami è stata così bassa. Sono invece 12.691 le commissioni, per 25.256 classi coinvolte FONTE WWW.REPUBBLICA.IT

Maturità 2017


News Tra notti insonni, ricerca spasmodica degli argomenti ?più probabili? per lo scritto di Italiano e full immersion di studio, parte la maturità 2017. La penultima prima che subentri la rivoluzione dettata dalla Buona scuola. Nell?estate 2019 cambierà tutto ma fra qualche settimana gli oltre 500mila studenti alle prese con l?esame di stato dovranno vedersela ancora con tre prove scritte e un colloquio. E nonostante la paura della vigilia, alla fine, saranno quasi tutti promossi. Perché negli ultimi anni, il numero dei bocciati all?esame si è assottigliato a tal punto da far apparire inutile l?esame stesso. Numeri alla mano, l?ostacolo più insidioso per gli studenti non è superare l?esame davanti alla commissione ma ottenere il lasciapassare per le prove. Lo scorso anno, il 4 per cento degli studenti non venne ammesso agli esami e della rimanente parte soltanto lo 0,5 per cento non riuscì a superare l?esame. Per questa ragione il ministero dell?Istruzione ha lanciato la campagna #NoPanic: niente panico agli esami, basta studiare. Nell?edizione 2017 sono oltre 505mila gli studenti ai nastri di partenza, quasi 2mila in più rispetto al 2016, suddivisi in 25.256 classi quinte per un totale di 12.691 commissioni, ognuna delle quali abbraccia due classi. Ma l?aumento dei maturandi quest?anno riguarda quasi esclusivamente i privatisti ? coloro che si presentano agli esami senza avere seguito neppure un giorno di lezione ? sia nelle scuole statali (più 4 per cento) sia nelle paritarie (più 3 per cento). Un ritorno di fiamma per i tantissimi dispersi che non hanno completato gli studi in passato? Il D-day è stato fissato per mercoledì 21 giugno, quando gli studenti saranno chiamati ad affrontare la prova scritta di Italiano nelle consuete quattro formule: analisi del testo, saggio breve/articolo di giornale, tema storico e tema di attualità. Il giorno successivo, sarà la volta dello scritto d?indirizzo: Latino al classico, Matematica allo scientifico, Lingua straniera al linguistico e Scienze umane nell?omonimo liceo. La terza prova, in genere sotto forma di quiz con domande aperte o a risposta multipla, è in programma lunedì 26 giugno, il giorno dopo dei ballottaggi per le elezioni amministrative che riguarderanno oltre mille comuni italiani. Il punteggio, sempre in centesimi, sarà suddiviso in tre parti: 45 punti, 15 per ognuno dei tre scritti in programma, 30 punti al colloquio finale e 25 punti di credito scolastico collezionati nel corso degli ultimi tre anni. Anche quest?anno, soltanto in alcune classi gli studenti saranno sottoposti ad una parte del colloquio con la metodologia Clil: una disciplina non linguistica da esporre in lingua straniera. Sarebbe un obbligo per tutte le commissioni ma la formazione degli insegnanti italiani procede a rilento, una novità introdotta dalla riforma Gelmini entrata a regime due anni fa. Novità che si aggiungerà alla mezza rivoluzione che scatterà dal 2019, quando i ragazzi che attualmente frequentano le terze classi faranno da cavia per un esame di stato riformato dalla Buona scuola: due soli scritti, con la terza prova che va in soffitta, e rivoluzione del punteggio. Ai due scritti sarà possibile attribuire al massimo 20 punti così come al colloquio finale. Mentre la carriera scolastica peserà di più: 40 punti. E per essere ammessi agli esami occorrerà avere svolto le 200/400 ore di Alternanza scuola-lavoro e le prove Invalsi che verranno introdotte all?ultimo anno. Fonte Repubblica.it

Università di Pavia


News Niente tasse per tre studenti su dieci. Il consiglio di amministrazione dell?Università di Pavia ha infatti approvato un nuovo modello contributivo che prevede l?abbattimento delle tasse per circa un terzo degli studenti. Per la precisione, gli esoneri totali sono pari al 30,3 per cento, mentre il numero di studenti che avranno comunque una riduzione è pari al 38,5 per cento. Di fatto, per tutti gli studenti con Isee inferiore ai 72-73mila euro è previsto un calo dei costi: si stima che il 38-39 per cento degli attuali iscritti beneficerà di uno sconto più o meno sostanziale, superiore anche a mille euro. ?Chi ha detto che per studiare in un ateneo eccellente bisogna pagare tanto??, ha sottolineato il rettore Fabio Rugge. ?La nostra università ha deciso di spingere verso l?alto il punto di incontro tra inclusione e merito. Dall?anno prossimo, quasi un terzo dei nostri studenti, in base al reddito, non pagherà più i contributi universitari?. ?È una scelta coraggiosa e impegnativa ? ha aggiunto il rettore ? che rende ancora più accessibile l?università. Viene poi premiato specificamente il merito. Infatti, ci sono numerose esenzioni per tutti i ?meritevoli?, dal primo all?ultimo anno. È questa la nostra idea di università: aperta e prestigiosa, basata su una ricerca di punta e un insegnamento di qualità?. FONTE : IL FATTO QUOTIDIANO

Quattro università italiane nella classifica delle 200 migliori al mondo


News Per la prima volta quattro università italiane entrano tra le prime 200 al mondo della classifica Qs world university rankings. La prima nella graduatoria è il Politecnico di Milano (170° posto), seguito dall'Università di Bologna (188°). La Toscana ha ben due presenze, e cioè la Scuola superiore Sant'Anna e della Normale di Pisa, appaiate al 192° posto. Alvertice della classifica si trovano per la prima volta quattro università americane e al primo posto si afferma per il sesto anno consecutivo il Massachussett Institute of Technology (Mit). Mantengono il secondo e terzo posto le università di Stanford e Harvard, mentre il California Institute of Technology (Caltech) sale al quarto posto. Altre università statunitensi e britanniche perdono invece terreno, mentre avanzano quelle di Russia, Australia, Singapore, Cina e India. FONTE: www.La Repubblica.it

Riforma scuola 2018


News La scuola secondaria di secondo grado, dall?anno scolastico 2018/19, vedrà entrare in vigore le nuove disposizioni del decreto legislativo approvato il 7 aprile 2017, insieme agli altri attuativi della legge 107/15. Il decreto detta nuove disposizioni relative agli esami di Stato, introducendo diverse novità relative a: prova Invalsi, attribuzione del credito scolastico, criteri di ammissione all?esame, prove ed esiti del medesimo. CREDITO SCOLASTICO Il punteggio massimo conseguibile negli ultimi tre anno passa da 25 a 40 punti. I 40 punti sono così distribuiti: massimo 12 punti per il terzo anno; massimo 13 punti per il quarto anno; massimo 15 per il quinto anno. PROVA INVALSI Gli studenti del quinto anno sostengono la prova Invalsi nel corso dell?anno scolastico e non in sede d?esame. La prova costituisce requisito d?ammissione all?esame, ma non influisce sul punteggio finale. La prova, che sarà computer based, verte sulle discipline di italiano, matematica e inglese. L?introduzione, nell?ambito della prova, dell?inglese si propone la finalità di certificare, in convenzione con enti certificatori accreditati, le abilità di comprensione e uso della lingua inglese in linea con il Quadro Comune di Riferimento Europeo per le lingue. COMMISSIONE D?ESAME La Commissione d?esame non cambia composizione, per cui continua ad essere costituita da: tre membri interni, tre membri esterni e un presidente esterno. In ogni Istituto viene costituita una commissione ogni due classi. AMMISSIONE ALL?ESAME Per essere ammessi all?esame di Stato, gli studenti devono essere in possesso dei seguenti requisiti: a) frequenza per almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato; b) partecipazione, durante l?ultimo anno di corso, alla prova Invalsi; c) svolgimento dell?attività di alternanza scuola-lavoro secondo quanto previsto dall?indirizzo di studio nel secondo biennio e nell?ultimo anno di corso; d) aver conseguito la sufficienza (6) in tutte le discipline, fatta salva la possibilità per il Consiglio di classe di ammettere, con adeguata motivazione, chi ha un voto inferiore a sei in una disciplina (o in un gruppo di discipline che insieme esprimono un voto). e) aver conseguito la sufficienza in condotta. L?ammissione con l?insufficienza in una disciplina o gruppo di discipline, che insieme esprimono un solo voto, incide sull?attribuzione del credito scolastico. L?insufficienza nella condotta determina, invece, la non ammissione all?esame. PROVE L?esame si articola in due prove scritte (prima e seconda prova) e una orale. Prima prova: è volta ad accertare la padronanza della lingua italiana o della diversa lingua madre nelle scuole speciali di minoranza linguistica, nonché le capacità espressive, logico linguistiche e critiche del candidato; consiste nella redazione di un elaborato con differenti tipologie testuali in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico. Seconda prova: può essere scritta, grafica o scritto-grafica, compositivo/esecutiva musicale e coreutica, verte su una o più discipline caratterizzanti il corso di studio ed è intesa ad accertare le conoscenze, le abilità e le competenze, proprie dell?indirizzo di studio, acquisite dallo studente. Prova orale: è volta ad accertare il conseguimento delle competenze raggiunte. Gli studenti devono analizzare testi, documenti, esperienze, progetti, problemi affinché la commissione verifichi l?acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, la capacità argomentativa e critica del candidato; devono inoltre esporre, mediante una breve relazione e/o un elaborato multimediale, l?esperienza di alternanza scuola-lavoro. La prova, inoltre, accerta le conoscenze e competenze maturate dallo studente nell?ambito delle attività relative a ?Cittadinanza e Costituzione?. ESITI Il voto finale resta in centesimi e deriva dalla somma di: credito scolastico (max 40 punti); punteggio prima prova (max 20 punti); punteggio seconda prova (max 20 punti); punteggio colloquio (max 20 punti). FONTE:http://www.orizzontescuola.it/riforma-maturita-approvata-le-novita-dal-credito-allinvalsi-dallammissione-alle-prove-desame

Laurearsi conviene ancora


News Laurearsi conviene ancora: è lo slogan che emerge con chiarezza dal Rapporto Almalaurea 2017 sulla condizione dei laureati italiani. L?importante, però, è farlo nella maniera corretta, non tralasciando nessun dettaglio, iniziando a costruire il proprio avvenire sin dal primo giorno in cui si mette piede in facoltà. Così, nel nostro Paese, i ragazzi hanno ricominciato a fare le cose sul serio: l'età media in cui si discute la tesi triennale è scesa a 24,9 anni, 27,5 anni per le magistrali biennali e 26,9 per quelle a ciclo unico; con una media generale di 26,1 anni (dieci anni fa era di 27,1). E quasi la metà degli iscritti conclude positivamente il percorso (nel 2006 erano solo il 34%). Peccato che, poi, le loro qualità le vadano a dimostrare all?estero. Forse perché il sistema produttivo di casa nostra non riesce ad assorbire e valorizzare le eccellenze che escono dai vari atenei della Penisola. Ma questo, i neolaureati, l?hanno ormai capito più che bene. Chi lavora già durante l?università trova più facilmente un?occupazione Lavoro e esperienze all?estero: sono queste le parole d?ordine per essere un buon laureato, appetibile da imprese e aziende. Semplicemente perché si riescono ad aumentare le chance di trovare un?occupazione, buona e subito. I tirocini, ad esempio, fanno crescere le occasioni dell?8%; ancora meglio lo svolgimento di un periodo di studio fuori dai confini nazionali, che dà uno sprint più potente del 12%; anche se per spiccare il volo serve soprattutto senso di responsabilità, visto che chi ha svolto un lavoro ?vero? (anche non qualificato) durante l?università aumenta le opportunità di occupazione del 48%. Un laureato magistrale su cinque ha fatto esperienze di studio all?estero Ma se più della metà dei laureati (il 56%, in aumento di 12 punti percentuale rispetto a dieci anni fa) ha effettivamente svolto uno stage, lo stesso non si può dire per gli altri due ambiti: nel 2006 aveva lavorato durante gli studi il 75% dei neolaureati; oggi, complice la crisi economica, la quota è scesa al 65%. Mentre solo il 10% è andato all?estero negli anni dell?università (comunque in crescita del 3% rispetto a un decennio fa); nel caso dei laureati ?biennali?, però, si arriva al 19% (vicini agli obiettivi stabiliti dall?Unione Europea per il 2020). La metà dei neolaureati pronta a lavorare fuori dall?Italia Ma la vera chiave di volta sono le lingue straniere. Quelle che permettono di orientarsi anche verso i mercati esteri. Su questo i laureati italiani sono abbastanza preparati: il 76% ha una conoscenza almeno buona dell?inglese scritto (nel caso dei laureati magistrali si sale all?80%). La conseguenza è che, negli ultimi anni, è aumentata la propensione dei ragazzi a trasferirsi per lavorare. Oggi, il 49% dei neolaureati è pronto a partire (nel 2006 si fermavano al 38%). Forse perché, nel frattempo, i tassi d?occupazione in Italia sono crollati; tutto torna. Il 38%, inoltre, non storcerebbe il naso se dovesse cambiare addirittura Continente. Mentre il 52% trasferirebbe anche la residenza, immaginando il proprio futuro non più in patria. Solo il 3% non si muoverebbe per nulla al mondo. Un laureato magistrale su cinque ha fatto esperienze di studio all?estero Ma se più della metà dei laureati (il 56%, in aumento di 12 punti percentuale rispetto a dieci anni fa) ha effettivamente svolto uno stage, lo stesso non si può dire per gli altri due ambiti: nel 2006 aveva lavorato durante gli studi il 75% dei neolaureati; oggi, complice la crisi economica, la quota è scesa al 65%. Mentre solo il 10% è andato all?estero negli anni dell?università (comunque in crescita del 3% rispetto a un decennio fa); nel caso dei laureati ?biennali?, però, si arriva al 19% (vicini agli obiettivi stabiliti dall?Unione Europea per il 2020). La metà dei neolaureati pronta a lavorare fuori dall?Italia Ma la vera chiave di volta sono le lingue straniere. Quelle che permettono di orientarsi anche verso i mercati esteri. Su questo i laureati italiani sono abbastanza preparati: il 76% ha una conoscenza almeno buona dell?inglese scritto (nel caso dei laureati magistrali si sale all?80%). La conseguenza è che, negli ultimi anni, è aumentata la propensione dei ragazzi a trasferirsi per lavorare. Oggi, il 49% dei neolaureati è pronto a partire (nel 2006 si fermavano al 38%). Forse perché, nel frattempo, i tassi d?occupazione in Italia sono crollati; tutto torna. Il 38%, inoltre, non storcerebbe il naso se dovesse cambiare addirittura Continente. Mentre il 52% trasferirebbe anche la residenza, immaginando il proprio futuro non più in patria. Solo il 3% non si muoverebbe per nulla al mondo. Il 7% dei laureati più qualificati già è andato via: un quarto sono ingegneri Così sta crescendo il numero dei lavoratori ?in fuga?: sono il 7% dei laureati magistrali, in genere quelli con i voti migliori e con la carriera universitaria più regolare. Con una particolarità: 1 su 4 è ingegnere. Come mai? La risposta è facile: all?estero, in questo settore, la retribuzione a parità di mansioni è del 60% più elevata rispetto all?Italia. Un elemento che deve far riflettere sull?intera catena economica del nostro Paese. Perché il futuro dei laureati di domani potrebbe essere ben più distante. I primi segnali già s?intravedono; basti pensare che la nuova frontiera si chiama Cina, nazione che ha sostituito gli Stati Uniti al primo posto delle preferenze per un?esperienza di studio all?estero. Ma presto potrebbe diventare una meta ambita anche per i lavoratori. Con laurea ancora si trova un lavoro migliore Ma, per tornare alla tesi iniziale ? laurearsi conviene ? è bene far capire quanto sia importante continuare gli studi dopo le scuole superiori. Con la crescita del livello del titolo posseduto diminuisce, infatti, il rischio di restare disoccupati troppo a lungo. Si è visto che i laureati godono di vantaggi occupazionali significativi rispetto ai diplomati di scuola secondaria: nel 2016, ad esempio, il tasso di occupazione della fascia d'età 20-64 anni è il 78% tra i laureati contro il 65% di chi è in possesso solo del diploma. In più, nel 2012, un laureato guadagnava il 42% in più rispetto ad un diplomato. Anche se, nel caso dei neolaureati, la distanza tra laureati e non si assottiglia. Ma la ripresa dell?economia italiana potrebbe far aumentare di nuovo il gap. Per i neolaureati crescono occupazione a breve termine e stipendi Le cose stanno pian piano migliorando. Secondo l?ultima rilevazione Almalaurea, a un anno dal titolo di studio risulta occupato il 68% dei laureati triennali e il 71% dei magistrali biennali. Dati in leggerissimo miglioramento (siamo nell?ordine di 1-2 punti percentuale). Dopo la violenta contrazione del periodo 2008-2013 (-16% per i laureati triennali), inoltre, stanno tornando a crescere anche le retribuzioni (in media 1.104 euro mensili netti per i laureati triennali e 1.153 euro mensili per i magistrali biennali). Quanto basta per guardare con tiepido ottimismo al futuro. FONTE www.skuola.net

Alternanza scuola-lavoro, due anni deludenti: 57% studenti confessa: "Non funziona"


News Studenti costretti a pagarsi le trasferte di tasca propria, a seguire attività avulse dall'indirizzo scolastico frequentato e a tralasciare per diverse ore lo studio delle discipline di insegnamento settimanali. Ecco il quadro del secondo anno di applicazione dell'Alternanza scuola-lavoro delineato dall'inchiesta, presentata ieri e portata avanti dall'Unione degli studenti, su un campione di 15mila ragazzi che frequentano le scuole superiori di nove regioni italiane: Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Toscana, Abruzzo, Sardegna, Sicilia, Campania, Puglia. Secondo il monitoraggio, il 57 per cento degli studenti intervistati "ha partecipato a percorsi di alternanza scuola-lavoro non inerenti al proprio percorso di studi" e 4 su dieci ammettono di essere caduti in situazioni in cui sono stati negati loro diritti, come quello di essere seguiti da un tutor o di non essere stati messi nelle condizioni di studiare. "L'inchiesta Uds è utile perché ci aiuta a migliorare. Per farlo occorre però dire dove e come non funziona e non generalizzare. Come ho sempre detto servirà tempo perché nessuno ha la bacchetta magica che consenta dopo 50 anni di immobilismo di cambiare in un anno" ha replicato Gabriele Toccafondi, sottosegretario all'Istruzione -. Però chiedo agli studenti dell'Uds di esprimersi sullo strumento dell'alternanza. È utile? Almeno una volta si esprimano. Per me è utilissimo e va fatto bene e per tutti. Per loro?" La Buona scuola ha introdotto la novità già per le terze classi dello scorso anno, esteso quest'anno alle quarte classi: l'obbligo di 200 ore di attività in azienda (musei, enti no profit, associazioni professionali, camere di commercio ed altri enti) se liceali e 400 per gli studenti iscritti nei percorsi tecnici e professionali da completare nell'arco dell'ultimo triennio di studi. In pratica, 67 ore all'anno nei licei e 133 nei tecnici e nei professionali. E se in questi ultimi l'Alternanza sembra la logica conseguenza del percorso di studi, per i licei trovare attività da fare svolgere ai propri alunni non è stato facile. Anche perché le aziende non hanno risposto con entusiasmo alla chiamata del Miur. Più di un terzo dei ragazzi interpellati (il 38 per cento) dichiara di avere sostenuto spese per frequentare le ore di Alternanza. "In Sardegna o nel Molise - spiegano dall'Uds - per mancanza di un tessuto produttivo sul territorio in grado di sopperire alla mole di studenti, le scuole si sono trovate costrette a far spostare gli alunni dalla Regione chiedendo a questi ultimi di sopperire alle spese per lo spostamento con somme che hanno raggiunto i 300-400 euro". Il tutto per attività che nell'87 per cento dei casi sono state calate dall'alto senza alcun coinvolgimento dei diretti interessati. "Al Pacinotti di Taranto le studentesse e gli studenti hanno portato avanti il proprio percorso di alternanza scuola-lavoro all'Ilva, industria siderurgica famosa sul territorio per le gravi responsabilità di inquinamento ambientale", si legge nel dossier. E per seguire attività - come quella che ha visto centinaia di studenti impegnati a prendere ordinazioni in una nota catena che vende panini con hamburger o impegnati a fare esperienza in una notissima catena di abbigliamento spagnola - i ragazzi hanno tralasciato lo studio delle materie scolastiche, sia di mattina sia nel pomeriggio. A confessarlo il 57 per cento dei 15mila entrati nel nuovo obbligo e per i quali il sindacato degli studenti spinge per uno Statuto a favore degli studenti in Alternanza scuola-lavoro. FONTE: http://www.repubblica.it/scuola/2017/05/30/news/uds_alternanza_scuola_lavoro-166780031/

Consigli utili per gli studenti di INFERMIERISTICA


News Approdare all?università significa trovarsi ad avere a che fare con una mole molto diversa di lavoro e di materiale da approfondire rispetto all?esperienza delle scuole superiori. In principio questo potrebbe spaventare, ma con un semplice cambio di prospettiva tutto può prendere la giusta piega: studiare all?università è una scelta e non un obbligo, perciò lo studio può diventare un piacere, non solo una fatica. Se si riesce a fare questo passo mentale, l?impegno universitario sarà sicuramente meno gravoso e più soddisfacente. Il segreto dello studio risiede nel metodo; se durante gli anni delle superiori vi siete sempre ?salvati in corner? con interrogazioni e compiti in classe, all?università è necessario adottare un metodo di studio che sia perfettamente tarato su voi stessi e che vi permetta di combinare al meglio la vita accademica e quella sociale. Come prima cosa, una volta individuata la data dell?esame da sostenere, assicuratevi di aver effettuato tutte le prenotazioni previste e di aver completato nel modo corretto le faccende burocratiche senza le quali rischiate che vi venga negata la possibilità di sostenere la prova. Fondamentale è la fase della preparazione del materiale: libri, dispense e appunti sono gli strumenti del mestiere che dovrete imparare a reperire e gestire. Seguire le lezioni personalmente e seguirle con attenzione, prendendo appunti durante le spiegazioni, vi permetterà di fare meno fatica quando vi troverete a studiare a casa e questa è una regola sempre valida. Talvolta può accadere che seguire le lezioni di una determinata materia o di un determinato docente sia maggiormente problematico per i motivi più disparati (la materia vi risulta più ostica, le tecniche di esposizione del docente non incontrano le vostre aspettative, l?orario si sovrappone a quello di un altro corso, ecc.); in questo caso potreste scegliere di sostenere l?esame da non frequentanti o, se è prevista la frequenza obbligatoria, potreste ottimizzare i tempi e portare con voi in aula il materiale ed iniziare a studiare prestando attenzione ai collegamenti sottolineati dal professore e agli argomenti che approfondisce in maniera più dettagliata rispetto ad altri (saranno quasi sicuramente oggetto d?esame e lo sforzo di stare in aula sarà così ripagato). Qualunque sia il metodo che si vorrà adottare, è utile impostare una tabella di marcia che suddivida il lavoro giorno per giorno, tenendo conto del tempo a disposizione prima dell?esame e degli altri impegni personali. Sì, perché è possibile studiare, studiare con profitto, e mantenere una vita sociale attiva. È solo questione di organizzazione! Se si organizzano le giornate di studio in modo che il carico di lavoro sia più o meno lo stesso ogni giorno o se si prevede un determinato impegno extra per una particolare data, riservarle un programma di studio ridotto e ridistribuire il carico negli altri giorni è una pratica redditizia. Per far sì che la tabella di marcia funzioni e non si riveli solo un progetto utopistico, una mossa furba è quella di alternare argomenti semplici ed argomenti complessi, in base alle proprie attitudini (c?è chi, sui libri, rende meglio al mattino, chi al pomeriggio e chi addirittura di notte!) e organizzare il lavoro in step: dopo un tot di pagine lette, può essere utile fermarsi e fare il punto della situazione ripetendo a voce alta oppure stilando una mappa concettuale o un riassunto scritto, a seconda delle preferenze di ognuno. Ribadire ciò che è appena stato letto, comunque, è utile per evitare di vanificare l?impegno profuso fino a quel momento. È fisiologico il bisogno di prendersi il proprio tempo; evitate di pretendere prestazioni da ?intelligenza artificiale? dal vostro cervello, ricordate che ?repetita iuvant? e che le pause sono sacrosante. Purché siate in grado di controllarne la durata, ovvio! Durante la preparazione di un esame è fondamentale avere chiari i propri punti di forza e quelli dove si vacilla un po?; per individuarli il modo migliore è sempre quello di impostare delle sessioni di ripasso, con tanto di domande e risposte sugli argomenti già studiati. Come abbiamo già accennato, ognuno ha un metodo di studio a sé più congeniale di altri; ammesso questo, è necessario anche sapere che in base al tipo di esame che si dovrà affrontare, la preparazione dovrà avere delle caratteristiche differenti. La preparazione per un esame scritto a risposta multipla, dunque, non sarà mai la stessa di un esame orale o scritto con risposte aperte. Per questi ultimi due casi, infatti, sono necessarie una capacità di argomentare e una padronanza del linguaggio che nel caso di un esame a crocette non troverebbero giustizia. Adattate il tipo di studio alle varie modalità d?esame Relativamente al Corso di Laurea in Infermieristica, per esempio, potreste seguire alcuni consigli spassionati per superare gli Esami di Tirocinio: Esame di tirocinio ? Primo anno; Esame di tirocinio ? Secondo anno; Esame di tirocinio ? Terzo anno. In ogni caso confrontarsi con altri colleghi e studiare in piccoli gruppi può essere un?ottima tecnica per colmare alcune lacune e per sentirsi un po? meno soli nei classici momenti di ?disperazione? pre-esame; sta a voi, in base alle vostre esigenze e al vostro rendimento, prendere lo studio di gruppo come un?abitudine o come un?esperienza saltuaria. Ciò che importa è che non vi lasciate scoraggiare se vi sembra che qualcuno sia più avanti di voi nello studio; ognuno ha il suo metodo e i suoi tempi, fare paragoni non ha alcun valore predittivo e serve solo a rubarvi delle energie. Durante le intense sessioni di studio è importante anche cercare di mantenere uno stile di vita corretto; cercate di riposare di notte e alzatevi relativamente presto al mattino (puntate la sveglia!). Impostare una regolarità nelle attività quotidiane vi aiuterà a mantenere i ritmi di studio sempre attivi. Contemplate sempre, poi, dei momenti di svago: ottime le attività sportive, che aiutano a scaricare le tensioni fisiche e mentali. Non rinunciate nemmeno a qualche uscita con gli amici, semplicemente cercate di non rientrare troppo tardi la sera. Cercate di curare anche l?alimentazione e di non abusare di caffè, nonostante sia la bevanda simbolo dello studente sotto esame. Durante lo studio cercate di ?estraniarvi? dal mondo: spegnete TV, cellulari e computer (almeno per tutto quello che riguarda i social network, fonte di facilissima distrazione!) e concentratevi solo su ciò che state facendo. Questo vi permetterà di evitare sprechi di energia facendovi recuperare del tempo da condividere con gli amici, magari faccia a faccia! Se un giorno vi rendete conto che lo studio proprio non va, non fatevene una colpa; può capitare e spesso è un segnale che è giunto il momento di prendersi una giornata libera per ripartire più carichi il giorno seguente. Prendetevi cura di voi, perché passare giornate spettinati e in pigiama non è sempre una garanzia di successo all?esame; tanto vale mantenere sembianze umane! Organizzate il lavoro in modo da tenervi liberi la sera prima dell?esame: continuare a sfogliare forsennatamente libri e appunti servirà solo ad accrescere l?agitazione. Chiudete tutto, distraetevi, magari guardando un bel film, passando qualche ora con gli amici o facendo un po? di sport e andate a letto presto per essere il più riposati e performanti possibile il giorno successivo. Ricordate, poi, che ad un esame universitario sarete considerati come adulti e come tali vi dovrete presentare; ecco allora che dovrete essere puntuali e ricordare di avere sempre con voi il documento d?identità e quello che attesti il vostro status di studenti. Soprattutto per quanto riguarda gli esami orali, è opportuno scegliere un abbigliamento consono alla situazione, silenziare il cellulare per evitare che squilli proprio quando non dovrebbe, salutare sempre in maniera educata i professori, evitare di masticare chewing-gum durante il colloquio. Tutte piccole cose che potrebbero apparire banali, ma che in ambito accademico hanno ancora, e giustamente, il loro peso. Da non dimenticare, in tutto questo, è di prendere le cose anche con il giusto spirito, perché, come recitano le Leggi del terrore applicato all?università: Quando ripassi gli appunti prima di un esame, ti accorgi che le parti più importanti sono illeggibili. Più studi per un esame, e meno sai che risposta vogliono. L'80% dell'esame si basava sull'unica lezione a cui non sei andato, nella quale si parlava dell'unico libro che non hai letto e, come ben noto, di fronte alle Leggi di Murphy l?uomo può fare poco. FONTE: https://www.nurse24.it/studenti/servizi-studenti/consigli-utili-per-gli-esami.html SARA DI SANTO

Università, Renzi aveva promesso 400 borse di studio da 15mila euro. Dopo un anno manca anche il decreto del governo


News Nella manovra di Bilancio del 2016 targata Matteo Renzi, al comma 275 era scritto nero su bianco: ?Entro il 30 aprile di ogni anno, la Fondazione Articolo 34, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, bandisce almeno 400 borse di studio nazionali, ciascuna del valore di quindicimila euro annuali, destinate a studenti capaci, meritevoli e privi di mezzi, al fine di favorirne l?immatricolazione e la frequenza a corsi di laurea o di laurea magistrale a ciclo unico, nelle università statali?. Il 30 aprile è passato ma il bando non si è visto e così nemmeno le 400 borse di studio che erano state annunciate da Palazzo Chigi. Manca tutto, anche il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che avrebbe dovuto dare avvio ad una cabina di regia che aveva il compito (almeno così sulla carta) di attivare le procedure per l?emanazione del bando e procedere all?assegnazione delle borse di studio. Una cabina che sarebbe decaduta automaticamente al momento della nomina dell?organo di amministrazione della Fondazione. A sollevare la questione e a dimostrare ancora una volta l?incapacità di mantenere gli impegni presi da parte del Governo Renzi e ora Gentiloni, è un?interrogazione con risposta scritta depositata in questi giorni dall?onorevole Beatrice Brignone del gruppo Possibile: ?La Legge di Bilancio ? spiega l?onorevole del gruppo capitanato da Pippo Civati ? prevedeva che dal primo gennaio 2017, ogni anno entro la fine di aprile fosse pubblicato il bando. La questione è che qui non mancano i soldi perché i finanziamenti sono stati attribuiti alla Fondazione: si tratta di sei milioni di euro per il 2017; 13 milioni per il 2018 e 20 milioni dal 2019 a cui si aggiungono due milioni di euro per il 2017 e un milione dal 2018 per il funzionamento. Resta da capire perché sono stati dati alla Fondazione quando non può procedere alla definizione dei criteri e delle metodologie per l?assegnazione?. Aldilà di questa questione legata alla Fondazione resta il fatto che di quelle 400 borse non si è vista nemmeno l?ombra. Erano destinate agli studenti capaci, meritevoli ma privi di mezzi iscritti all?ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado con un Isee inferiore ed uguale a ventimila euro e medie di voti almeno di 8/10 in tutte le materie, negli scrutini finali del penultimo e terzultimo anno della scuola e in quelli intermedi dell?ultimo anno. Un bell?aiuto per i ragazzi vincitori che dopo l?immatricolazione avrebbero ricevuto la cifra in rate semestrali. Tutto rinviato. Al ministero dell?Istruzione alzano le mani: ?Le 400 borse di studio previste arriveranno appena verrà insediata la cabina di regia e verrà fatto pertanto il decreto previsto. Per quest?anno i finanziamenti non vanno persi ma sono andati nel fondo per il diritto allo studio con informativa del Ministero agli organismi di rappresentanza degli studenti che sono stati tempestivamente informati?. Inutile tentare di sapere date precise: la scadenza fissata dalla Legge, scritta nero su bianco, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, annunciata urbi et orbi, per il Governo non è vincolante. Quando chiediamo a viale Trastevere la data in cui sarà fatto il decreto e sarà istituita la cabina di regia la risposta resta vaga: ?Nel corso di quest?anno?. E la giustificazione non rassicura: ?C?è stato un cambio di Governo nel mezzo ma stiamo lavorando?. E sulla transazione dei soldi dalla Fondazione, in viale Trastevere smentiscono l?onorevole Brignone: ?I sei milioni destinati alle 400 borse di studio restano in capo al capitolo del diritto allo studio. Quanto ai due milioni di euro che dovrebbero servire al funzionamento di Articolo 34 per ora sono fermi. La Fondazione non ha avuto un solo centesimo di euro?. Ma ancor prima di partire, sui soldi che verranno attribuiti alla Fondazione, ci sono già polemiche: ?Per gestire 400 borse di studio sono previsti tre milioni di euro per il funzionamento?, spiega Elisa Marchetti dell?Unione degli Universitari. Che poi si chiede: ?Quante persone devono impiegare? Siamo di fronte ad una spesa non giustificata?. FONTE: Il Fatto Quotidiano

Laureati in Farmacia


News ASL N. 13 - NOVARA AVVISO PER LA PRESENTAZIONE DI DOMANDE PER L'ASSEGNAZIONE DI N.1 BORSA DI STUDIO PER FARMACISTA Impegno orario di 36 ore settimanali, presso la s.c. Farmacia Territoriale Scad. 28 aprile 2017 Requisiti specifici: · Laurea in Farmacia o Chimica e Tecnologie Farmaceutiche · Iscrizione all?ordine dei Farmacisti

Note Bibliografiche e Citazioni


News METODI DI INSERIMENTO DELLE CITAZIONI BIBLIOGRAFICHE Quando si inizia a redigere una bibliografia lo stile da applicare dipenderà innanzitutto dalla materia di riferimento infatti per quanto concerne le discipline umanistiche si utilizza la bibliografia per esteso oppure il sistema Harvard, anche detto Autore-Data, che viene prediletto dai linguisti; invece nel settore medico scientifico si utilizza il sistema Vancouver, che nacque alla fine degli anni Settanta per fornire uno standard univoco e universale da adottare per le pubblicazioni scientifiche in campo medico ed infermieristico. Quando si scrive una tesi o, in generale, un documento di testo dove si esprimono concetti non propri ma estrapolati da pensieri altrui è necessario anzi OBBLIGATORIO inserire le opportune citazioni. Tutte le affermazioni, opinioni, conclusioni, prese da scritti altrui devono necessariamente essere indicate, sia che il lavoro sia stato citato direttamente che parafrasato o riassunto in particolare: 1) citazioni dirette quando si riporta direttamente la frase altrui 2) indirette quando si riporta il pensiero altrui parafrasando. Nel primo caso la citazione va messa tra virgolette, apici,?.ecc.. Nel secondo caso non è necessario mettere virgolette o apici purchè ci sia un rimando a pie? pagina o direttamente nel testo il riferimento all?autore originale. Il metodo Harvard è conosciuto ?sistema Autore e Data? e le versioni in vigore sono diverse con caratteristiche comuni. Nel sistema Harvard si fa riferimento a pubblicazioni citate nel testo fornendo il cognome dell?autore e l?anno di pubblicazione in una delle seguenti modalità: - Se il nome dell?autore è riportato nella frase, l?anno è indicato tra parentesi: Esempio: In un?opera del 1400, Tizio (1970) afferma che? - Se il nome non compare nella frase, sia il nome dell?autore che l?anno vengono riportati nelle parentesi: Esempio: La Divina Commedia è la piu? grande opera mai scritta (Caio, 1979), ma non tutti sono concordi (Sempronio,1980; et al., 1980). - Quando un autore ha pubblicato più di un documento citato nello stesso anno, questi devono essere distinti aggiungendo delle lettere minuscole (a, b, c, ecc.) dopo l?anno all?interno delle parentesi. Esempio: Rossi (1996a) discusse l?argomento? Bianchi ? 1° ottobre 2005 5 - Quando un autore ha pubblicato più documenti in diversi anni, questi devono essere citati in ordine cronologico di data di pubblicazione: Esempio: Galimberti (1991, 1994, 1996) ha pubblicato in merito a? NB: nei testi o articoli scientifici si privilegia la fonte più recente che si elenca per prima. L?essenziale comunque è che chi scrive utilizzi sempre lo stesso criterio: o dalla più recente alla più datata o in ordine cronologico dalla più datata alla più recente (es. Vaghi, 1996; 1994; 1991). Se ci sono due autori, devono essere indicati entrambi i cognomi: Esempio: Ciro e Nicola (1985) hanno affermato che ? - Se ci sono più di tre autori deve essere riportato solo il cognome del primo autore, seguito da et al. (che significa "e altri") in corsivo o sottolineato. A volte per abbreviare si segnala solo il primo autore se sono più di due. Esempio: Ciro et al. (1993) sostengono che ? - Quando due autori hanno lo stesso cognome è necessario aggiungere le iniziali dei nomi al testo. Esempio: Bianchi A., 1993; Bianchi C. 1992. - Spesso non è possibile consultare la fonte originale per cui se si utilizza un libro di testo generale che a sua volta cita una fonte secondaria SI CITA COSI? Esempio: BIANCHI (1997) introduce il concetto di teoria gnostica per spiegare... Nelle citazioni bibliografiche al termine del lavoro si riporterà: Bianchi G. (1995) La Teoria gnostica. Milano, Feltrinelli in: Rossi E. (1997) Sociologia del Nulla. Il Mulino, Bologna- Fondamentale è comunque mettere al corrente il lettore di qual sia la fonte primaria e, se questa non è facilmente reperibile o è in una lingua diversa o datata, lasciare già nel corpo del testo la fonte dalla quale si è preso spunto per il concetto descritto (fonte secondaria). Esempio: Necchi riprende il concetto di teoria sistemica di Bianchi per descrivere come questo autore spieghi?(Necchi, 1997). In questo caso nelle citazioni bibliografiche al termine del lavoro si riporterà solo: Necchi V. (1997) Sociologia Generale. Milano Feltrinelli Il metodo Vancouver richiede che le opere in bibliografia siano numerate in modo progressivo a seconda dell?ordine con cui vengono citate nel testo. La prima opera citata nel testo sarà perciò la numero 1 della bibliografia, la seconda la numero 2 e così via. La citazione bibliografica non appare mai nel testo ma solo nella sezione finale della tesi, detta appunto Bibliografia. Nel testo, invece, ci sarà il numero di richiamo corrispondente alla voce bibliografica. Esempio: Il sopralluogo rappresenta, come osserva la dottrina, «il punto di partenza di ogni indagine di polizia» . Per citare un testo si procede in questo modo: Cognome dell?autore seguito dall?iniziale del nome con il punto. Esempio: ?Rossi M.? Titolo del contributo per esteso e con carattere standard seguito da un punto Edizione (se non è la prima) Città di pubblicazione. Esempio Roma Casa editrice seguita da punto e virgola. Esempio: ?Edizioni Mediche;? Anno di pubblicazione seguito dal punto. Esempio: ?1991.? Unendo tutti gli elementi, un libro in stile Vancouver andrebbe citato in questo modo: Rossi M.; Titolo del libro; Roma; Edizioni Mediche; 1991. Per citare il capitolo di un libro si procede in questo modo: Cognome dell?autore del capitolo seguito dall?iniziale del nome con il punto. Esempio: Bianchi G.; Titolo del capitolo per esteso seguito da ?in:? Cognome dell?autore seguito dall?iniziale del nome con il punto. Esempio: Bianchi G. Titolo del libro per esteso Edizione (se non è la prima) Numero del volume (se il libro fa parte di una serie) Città di pubblicazione Esempio: Milano Casa editrice Esempio: Feltrinelli; Anno di pubblicazione Esempio: 1993 Intervallo di pagine del capitolo indicando la prima e l?ultima con un trattino in mezzo e seguito dal punto finale. Il capitolo andrebbe perciò citato in questo modo: Bianchi G. Titolo del capitolo; in: Bianchi G., Titolo del libro. Volume 3; Milano; Feltrinelli; 1993, pp. 935-986. Per citare un articolo si procede in questo modo: se l?articolo è stato trovato in una rivista, i titoli delle riviste vanno abbreviati secondo uno standard precisato nell?Index Medicus (una pubblicazione della National Library of Medicine (NLM) che ha indicizzato le principali riviste di medicina e di scienze biomediche, inizialmente solo statunitensi, quindi di tutto il mondo. La pubblicazione, iniziata nel 1879, grazie all'opera di John Shaw Billings, direttore del Library of the Surgeon General's Office United States Army, è terminata nel 2004 con il volume numero 45, ed è stata sostituita dal database MEDLINE). La rivista si cita in questo modo: - Cognome dell?autore dell?articolo seguito dall?iniziale del nome con il punto. Esempio: ?Rossi M.? - Titolo dell?articolo per esteso - Titolo della rivista (abbreviato secondo l?Index Medicus o per intero se non presente nell?Index) seguito da ?,? Anno di pubblicazione seguito dal ?;? Numero del volume Numero della rivista tra parentesi seguito dai ?:? Intervallo di pagine del capitolo indicando la prima e l?ultima con un trattino in mezzo e seguito dal punto finale Esempio: Giovenale C.; Titolo dell?articolo; Nurs Stand.; 1997; 5 (12): 30-70. Per citare la pubblicazione degli atti di un convegno, si procede così: Cognome dell?autore dell?articolo seguito dall?iniziale del nome con il punto. Esempio: ?Rossi M.? Titolo dell?intervento per esteso seguito da ?in? Editore degli atti o curatore degli attiseguito da ?ed? e dal ?.? Se gli editori sono più d?uno si dovrà usare la forma plurale ?eds.? al posto di quella singolare ?ed? Titolo degli atti del convegno per esteso seguito dal ?;? Sede dell?iniziativa, data e punto finale Sede della pubblicazione seguita dai ?:? Ente organizzatore o casa editrice, anno di pubblicazione seguiti da ?.? Intervallo di pagine del capitolo indicando la prima e l?ultima con un trattino in mezzo e seguito dal punto finale Esempio: Vicario L.; Titolo della relazione in Pisano P. ed. Titolo del convegno; Milano, 15 dicembre 2016. Milano: Edizioni Informatiche, 2011. 320-350. Nell?esempio: Vicario L. è l?autore della relazione; Bianchi G è il curatore degli atti (infatti è indicato come ?ed.?); il convegno si è svolto a Roma il 15 dicembre del 2010; gli atti sono stati pubblicati dalla casa editrice con sede a Milano Edizioni Mediche nel 2011; le pagine della relazione di Rossi M. è contenuta nelle pagine 415-421. Per spiegare, commentare o fornire riferimenti si usano le note a pie? pagina o le note di chiusura. Le note a piè di pagina sono posizionate in fondo alla pagina, mentre le note di chiusura si trovano tutte insieme in una pagina alla fine del documento. Una nota a piè di pagina o di chiusura è costituita da due parti collegate, ovvero il segno di rimando nota e il testo corrispondente. Le note a piè di pagina e di chiusura sono diverse dalle citazioni, che sono riferimenti parentetici posizionati in linea con il testo. Per inserire la nota in Word: Scegliere Inserisci nella barra in alto dello schermo. Nel documento fare click nel punto in cui inserire il segno di rimando della nota. Scegliere Nota a piè di pagina In Posizione fare clic su Note a piè di pagina o su Note di chiusura e quindi fare clic su una posizione nel menu a comparsa Note a piè di pagina o Note di chiusura. In Formato selezionare le opzioni di numerazione desiderate e quindi fare click su Inserisci. Word inserisce il numero di nota, con il cursore accanto, nella nota a piè di pagina o di chiusura. Digitare il testo della nota. Per modificare il testo in una nota a piè di pagina o di chiusura Scegliere Layout di stampa dal menu Visualizza. Nel documento fare doppio clic sul segno di rimando nota. Word scorre automaticamente fino alla nota a piè di pagina o di chiusura. Apportare le modifiche desiderate. Per riavviare i numeri delle note a piè di pagina o di chiusura È possibile riavviare i numeri delle note a piè di pagina o di chiusura in modo che la numerazione inizi da 1 in ogni pagina o in ogni sezione. Scegliere Nota a piè di pagina dal menu Inserisci. In Formato immettere 1 nella casella Comincia da. Nel menu a comparsa Numerazione fare clic sull'opzione desiderata e quindi su Applica. Per cambiare il formato numerico con i segni di rimando nota Scegliere Nota a piè di pagina dal menu Inserisci. In Formato, nel menu a comparsa Formato numero, fare clic sull'opzione desiderata e quindi su Applica. È possibile cambiare le dimensioni o il tipo di carattere del segno di rimando nota, della nota a piè di pagina o della nota di chiusura, come per qualsiasi altro testo. Selezionare il segno di rimando nota, la nota a piè di pagina o la nota di chiusura e quindi nella scheda Home, in Carattere, applicare le modifiche di formattazione desiderate. Se si aggiunge, elimina o sposta una nota a piè di pagina o di chiusura a cui punta un riferimento incrociato, è necessario aggiornare il numero del riferimento incrociato. Tenere premuto CTRL, fare clic sul numero del riferimento incrociato e quindi scegliere Aggiorna campo dal menu di scelta rapida. Word aggiorna automaticamente i riferimenti incrociati quando si avvia la stampa. Per spostare o copiare una nota, si lavora con il segno di rimando nota nella finestra del documento, non con il testo della nota. Selezionare il segno di rimando nota. Trascinare il segno nella nuova posizione. Per copiare una nota a piè di pagina o di chiusura selezionare il segno di rimando nota, tenere premuto OPZIONE e quindi trascinare il segno nella nuova posizione. Per eliminare una nota a piè di pagina o di chiusura, basta eliminare il segno di rimando nota nel documento Se si elimina un segno di rimando nota numerato automaticamente, le note rimanenti vengono rinumerate. Se si elimina una nota a piè di pagina a cui punta un riferimento incrociato, è necessario eliminare manualmente il riferimento incrociato. Per eliminare note a piè di pagina o di chiusura numerate automaticamente Scegliere Trova dal menu Modifica, fare click su Funzionalità Trova e sostituisci avanzata. Fare click sulla scheda Sostituisci e assicurarsi che la casella Sostituisci con sia vuota in Trova, nel menu a comparsa Speciale, fare clic su Rimando nota di chiusura o su Rimando nota a piè di pagina e quindi scegliere Sostituisci tutto.

Calendario Scolastico 2016/17


News Di seguito vi riportiamo i giorni di festa nazionali, in cui tutte le scuole sono chiuse Vi ricordiamo che di solito ogni scuola può decidere di aggiungere uno o due giorni di vacanza durante l'anno, che si aggiungono ai giorni di chiusura stabiliti dalla singola Regione. Altra cosa da ricordare è che la chiusura delle scuole dell'infanzia è prevista per il 30 giugno 2017, mentre per quanto riguarda la fine delle lezioni nella scuola primaria, le medie e le superiori, i giorni sono stabiliti dai calendari scolastici che trovate di seguito. Giorni di festa nazionale (chiusura in tutta Italia): 1 novembre (Tutti i Santi) 8 dicembre 25 e 26 dicembre 1 gennaio (Capodanno) 6 gennaio (Epifania) domenica di Pasqua e Lunedì dell?Angelo (16 e 17 aprile 2017) 25 aprile (Festa della Liberazione) 1 maggio (Festa del Lavoro) 2 giugno (Festa della Repubblica)

Come calcolare il voto di laurea


News Il fatidico giorno è arrivato..siete sulla porta dell'aula ad attendere il vostro turno ma vi sorge un dubbio, con quale voto sono arrivato alla laurea?
E quanti punti posso ottenere con la tesi?

Semplice, premesso che non tutte le università utilizzano lo stesso metodo, si può utilizzare quello più comune, il voto medio ponderato. La prima cosa da fare è quella di calcolare il voto medio, moltiplicando tutti i voti d'esame per il numero dei crediti (CFU) associati alla materia, con la seguente formula:

VOTO MEDIO PONDERATO = (Voto esame 1 x CFU relativi alla materia 1) + (Voto esame 2 x CFU relativi alla materia 2) + ( ecc) / Numero dei crediti complessivi.

Attenzione nel calcolo del voto di laurea non abbiamo considerato i possibili bonus derivanti da tirocini curriculari e/o extra curriculari, oppure quelli legati alla tesi (che normalmente valgono un max di 5 punti per le lauree triennali e 10 per le magistrali (questi criteri variano tra le università).

Se invece siete alla ricerca di un metodo più veloce QUI trovate la nostra pagina per il calcolo automatico.