Condividi

Presentare la Tesi


Torna ai Consigli

La preparazione della presentazione

KeyNote Posto che nessuno studente al momento della discussione è ancora un oratore provetto la prima cosa da fare è quella di "allenarsi "a parlare" e ad esporre i contenuti del proprio lavoro. Infatti, anche se la tesi l'abbiamo scritta noi e i contenuti ce li ricordiamo parola per parola, tuttavia quel giorno l'emozione la farà da padrona vuoi perché ci saranno i parenti ad ascoltarci vuoi perché i professori schierati e in silenzio ci sembreranno dei "giudici" in un'aula di tribunale.... la cosa da evitare è proprio quella di farsi prendere dalla fifa.... Quindi prima di tutto occorre organizzare il tempo (poco, si parla a volte di minuti!) che avremo a disposizione per esporre in modo chiaro, lineare e competente ciò che si è sostenuto nella tesi.

Bisogna dimostrare che il lavoro è di proprietà di chi lo ha scritto in modo originale e personale e quindi nessuno ne sa più dell'interessato ma che nello stesso tempo si è aperti alle eventuali obiezioni che si deve essere in grado di confutare. Il discorso va provato più volte magari registrandolo e riascoltandolo più volte per individuare cosa c'è che non va. Se il timore è lo sguardo di qualche professore il consiglio potrebbe essere quello di fissare un punto tra le sopracciglia, l'effetto è lo stesso per chi guarda, ma meno teso per chi sta parlando. E' necessario cercare di rispettare il tempo a disposizione senza però che ciò vada a scapito del discorso che non deve essere troppo affrettato nell'esposizione, ma esposto in modo tranquillo e rilassato.


Perchè preparare una presentazione

Obiettivi Come ho detto prima, il tempo a disposizione non sarà molto quindi a prescindere dal fatto che si presenti una tesina triennale di poche pagine o una tesi di dottorato la cosa che deve subito emergere è la competenza nei confronti della materia trattata. Ciò che ci si deve chiedere da subito è "quale idea vogliamo dare della nostra persona ai professori riuniti in commissione giudicatrice?".....

Per raggiungere l'obiettivo prefissato quindi bisogna far emergere la professionalità, la capacità di affrontare l'argomento con una metodologia corretta, e soprattutto la motivazione che ha spinto alla scelta di quel preciso argomento, da questo punto di vista lo studente che ha affrontato un progetto sperimentale sarà un po' più avvantaggiato rispetto a colui il quale avrà fatto una scelta bibliografica per la propria tesi perché esponendo il proprio elaborato motiverà le definizioni innovative che necessariamente in esso saranno contenute. Tuttavia lo studente che avrà redatto una tesi cosiddetta compilativa non deve scoraggiarsi perché in questo caso ciò che conta è dimostrare alla commissione esaminatrice che la materia la si conosce alla perfezione e che ciò è stato consentito dal fatto che la meticolosità della ricerca bibliografica e lo studio della stessa hanno permesso di commentare in modo critico e personale le asserzioni altrui.

Una regola che può essere valida per qualsiasi studente sia esso triennalista, quinquennalista o dottorando è quella di cercare di "prevedere" in anticipo le possibili domande da parte di qualche professore... Come si fa? Un consiglio è quello di strutturare la presentazione in modo chiaro e "semplice" partendo dal presupposto che non tutti i professori presenti conoscano la materia e quindi incuriositi da qualche aspetto dell'argomento potrebbero essere indotti a porre qualche "domandina" che per lo studente già emozionato e teso si rivelerebbe un trabocchetto! Mai lasciare intervalli di silenzio durante la discussione: viene posta una domanda che mette in difficoltà? Bene, si dimostri con proprietà di linguaggio e competenza di aver presente la questione magari dirottando l'attenzione su qualche altro aspetto correlato. Lo scopo è che coloro i quali ci ascoltano si ricordino della discussione alla quale hanno assistito perché, a prescindere dall'argomento, colui il quale l'ha presentata è riuscito a rendere interessante un argomento magari "noioso"! E soprattutto ha "difeso" pedissequamente il proprio operato perché convito del proprio impegno e onestà intellettuale.


Come strutturare la presentazione

Puzzle Per preparare una presentazione interessante ed accattivante al tempo stesso è necessario focalizzare l'attenzione sugli aspetti più innovativi dell'elaborato, se si tratta di una tesi sperimentale ciò che si metterà in rilievo sarà l'idea del "progetto" proposto, mentre se avremo redatto una tesi bibliografica si farà emergere l'approfondimento nello studio della bibliografia e lo sforzo profuso nell'analizzare i concetti, le idee, le contrapposizioni in modo critico dimostrando la propria "maturità culturale" ai commissari.

La presentazione inizia sempre con una brevissima premessa che, oltre a riportare titolo della tesi e il nome del candidato, deve anche illustrare gli obiettivi del lavoro e della presentazione stessa, la domanda che ci si deve porre per scrivere questo "incipit" è: "da dove siamo partiti?" La premessa serve per "presentarsi" ai docenti per introdurre l'argomento e la motivazione che ci hanno spinto a sceglierlo oltreché spiegare il perché tale argomento è interessante e a quali risultati ci ha portato.

Il corpo della presentazione deve focalizzare gli spunti fondamentali e lo sviluppo degli stessi con un linguaggio semplice ma nello stesso tempo corretto dal punto di vista formale e sintattico.

La presentazione termina con le conclusioni che sommariamente ma con enfasi mettono in luce i risultati ottenuti e l'apporto dato dallo studente allo svolgimento del lavoro, esse devono condurre gli uditori a identificare il valore del lavoro svolto. Qualora si pensi che l'elaborato abbia qualche lacuna contenutistica occorre in modo obiettivo e maturo motivare tale mancanza per convincere i professori della propria consapevolezza e del fatto che si è in grado di compiere un ragionamento maturo e realistico.