La diaspora degli alunni


Su quasi mezzo milione di studenti che si iscrivono ad un corso di una scuola secondaria di secondo grado, soltanto 325mila arrivano al traguardo dell'esame di maturità, gli altri 175mila si perdono invece per strada, abbandonando gli studi prematuramente. Molti di loro lasciano già nel corso del primo biennio. Negli ultimi 10 anni 1,8 milioni di studenti hanno abbandonato la scuola prima di sostenere l'esame di maturità (e negli ultimi 20 anni 3,5 milioni)''. Alle superiori, dunque, il tasso di dispersione è di circa il 24%, mentre la media complessiva, considerando tutti gli ordini scolastici, è tra il 14% e il 15%.


Sono tanti i giovani che non arrivano al diploma superiore, ma le percentuali di abbandono precoce dei banchi delle superiori è fortemente variegata, con il Centro-Sud ancora purtroppo ai primi posti della classifica.

La situazione è allarmante in quanto l'UE ha chiesto di fermarsi al 10% entro la fine del 2020. Il fenomeno purtroppo è sottovalutato, infatti lo Stato continua a mantenere una linea di sostanziale indifferenza, salvo qualche estemporaneo progetto nazionale sovvenzionato con risorse modeste.

Le conseguenze, nel lungo periodo,si riversano contro lo stato sociale. A calcolarlo è Tuttoscuola, sulle cui pagine si spiega che tutto questo ha ''un costo enorme: in media 2,7 miliardi di euro l'anno. Se non si interviene subito, oltre 100mila studenti appena iscritti alle superiori potrebbero non arrivare al diploma.

Secondo il presidente nazionale dell'Anief, Marcello Pacifico, c'è la necessità di investire di più nell'orientamento scolastico e andare a rivedere i cicli: ''Occorre anticipare la scuola primaria a 5 anni, con annualità 'ponte' da affidare a maestri della scuola dell'infanzia e primaria in contemporanea, e poi allungare l'obbligo formativo sino alla maggiore età. È una tappa fondamentale, che propose, senza successo, vent'anni fa l'allora ministro dell'Istruzione Luigi Berlinguer. Averla scartata, in luogo di altre,- evidenzia Pacifico - ha portato all'attuale situazione, aggravata dal basso livello di competenze di tanti alunni, rilevato la scorsa estate anche dall'Invalsi. Certamente, bisogna prevedere un aumento degli organici, anche del personale Ata, proprio in quelle zone dove il disagio è maggiore, il tasso di abbandono è elevato, le famiglie sono in difficoltà, gli enti locali non sono di supporto adeguato, c'è un'alta presenza di alunni stranieri, disabili e con limiti di apprendimento''.

Si propongono inoltre alcune modifiche alla legge di Bilancio per incrementare la disponibilità del personale scolastico in forza ad ogni istituto autonomo e per estendere l'obbligo scolastico a diciotto anni e anticipo dell'obbligo scolastico a 5 anni, ''considerati i dati sulla dispersione scolastica, l'aumento dei neet, la scarsa percentuale di giovani che conseguono un diploma terziario si ritiene necessario investire sulla formazione del capitale umano e innalzare l'obbligo formativo a diciotto anni per dotare gli studenti di quel bagaglio di competenze che potrà sostenerli nella ricerca di un lavoro di qualità.



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